domenica 17 giugno 2007

Programma Festa de l'Unità 2007 Pontassieve


dal 21 giugno al 8 luglio 2007 Stadio Comunale, viale Hanoi

Tutte le sere: Ristorante con piatti di terra e di mare, Pizzeria, Friggitoria, Gelateria, Libreria, Stands commerciali, Giochi


Giovedì 21 Giugno
Ore 21.00 Palco Centrale: Spettacolo scuola di danza "La Torreta"
Ore 22.00 Baraonda: DJ NICO

Venerdì 22
Ore 21.00 Palco Centrale: Spettacolo di Capoeira e Samba de roda a cura
dell´Ass. Angola Palmares, con il prof. Paahppi e prof.ssa Tania
Ore 22.00 Baraonda: Rock Contest

Sabato 23
Ore 21.00 Palco Centrale: Ballo liscio con l'Orchestra Altamarea
Ore 22.00 Baraonda: Concerto Rock - MILADIES

Domenica 24
Ore 21.00 Palco Centrale: Ballo liscio con l'Orchestra Mediterraneo
Ore 22.00 Baraonda: Concerto Rock: NOVONADA

Lunedì 25
Ore 21.00 Palco Centrale: Iniziativa Politica - PARLANDO CON IL SINDACO:
Pontassieve oggi e come sarà
Ore 22.00 Baraonda: Spettacolo per bambini "Giacomino e la sua allegra
brigata"

Martedì 26
Ore 18.00 Gara Ciclistica: primi sprint cat. giovanissimi da g1 a g6
Ore 21.00 Palco Centrale: Iniziativa Politica - IL PARTITO NUOVO: Il
Partito Democratico e il rapporto fra le generazioni
Ore 22.00 Baraonda: DJ NICO

Mercoledì 27
Ore 21.15 Palco Centrale: Spettacolo scuola di danza "Crazy Rock Ballett
Ore 22.00 Baraonda:

Giovedì 28
Ore 21.30 Palco Centrale: BANANA SPLIT cartoons cover band
Ore 22.00 Baraonda:

Venerdì 29
Ore 21.00 Palco Centrale: Cabaret con Cristiano Chesi + piano bar
Ore 22.00 Baraonda: Bad Apple´Sons

Sabato 30
Ore 21.00 Palco Centrale: Ballo liscio con l'Orchestra Prestige
Ore 22.00 Baraonda: Hot Garage Band

Domenica 1 Luglio
Ore 21.00 Palco Centrale: Ballo liscio con l'Orchestra La Tuscania
Ore 22.00 Baraonda: Millennium Band

Lunedì 2
Ore 21.00 Palco Centrale: Conerto Musica irlandese
Ore 22.00 Baraonda:

Martedì 3
Ore 22.00 Palco Centrale: Spettacolo scuola di danza "Athena dance"
Ore 21.00 Baraonda: Iniziativa Politica - IL PARTITO NUOVO: Il Partito
Democratico e la riforma della politica

Mercoledì 4
Ore 19.30 Corsa Podistica "Memorial Mery Palazzi"
Ore 21.00 Baraonda: Spettacolo per bambini "Giacomino e la sua allegra
brigata"
Ore 21.30 Palco Centrale: Dire Straits & Mark Knopfler Tribute Band

Giovedì 5
Ore 21.00 Palco Centrale: Spettacolo per bambini di magia con animali
vivi con Giacomino
Ore 22.00 Baraonda: "Colpa d´Alfredo" - cover band Vasco Rossi

Venerdì 6
Ore 21.30 Palco Centrale: Concerto Rock Gran Carabs
Ore 22.00 Baraonda:

Sabato 7
Ore 21.00 Palco Centrale: Ballo liscio con l'Orchestra Bahia
Ore 22.00 Baraonda: G.Q.R. cover band Queen

Domenica 8
Ore 21.00 Palco Centrale: Duo Liscio Lisa e Roberto e spettacolo di
Cabaret con Enrico Rosteni
Ore 22.00 Baraonda: DJ NICO
Ore 24.00 Spettacolo Pirotecnico

mercoledì 13 giugno 2007

Marina Sereni alla Festa de l'unità di Sieci

marinasereni

L'On. MARINA SERENI vicepresidente del gruppo L'Ulivo alla Camera dei Deputati aprirà la Festa de l'Unità di Sieci, il 13 luglio alle ore 18,00.

Prossimi incontri dei Forum fiorentini verso il Partito Democratico



1) PACE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
25 giugno, ore 17.00
c/o Arci - P.zza dei Ciompi 11

2) LAICITA' E DIALOGO
25 giugno, ore 19.30 (con cena al sacco)
c/o Sala Elsa Morante - Via G. P. Orsini 44

3) RIFORMA DELLA POLITICA, PARTECIPAZIONE E NUOVO MODELLO DI PARTITO
20 giugno, ore 21.00
c/o Circolo MCL Brozzi - Via S. Martino a Brozzi 6

4) ECONOMIA E LAVORO
20 giugno, ore 21.00
c/o SMS Rifredi - Via Vitt. Emanuele 303

5) STATO SOCIALE E DIRITTI DEI CITTADINI
20 giugno, ore 21.00
c/o Circolo Vie Nuove - V.le Giannotti 13

6) AMBIENTE E TERRITORIO
26 giugno, ore 21.00
c/o Sala della Compagnia - Via di Soffiano 3

martedì 12 giugno 2007

Cooperamondo 2007 - Iniziativa sul Medio-Oriente a Pontasssieve

Cooperamondo 2007
Popoli senza terra
giovedì 14 giugno
Israele-Palestina: una impossibile convivenza?
ne discutono:
Severino Saccardi (consigliere Regione Toscana e direttore di "Testimonianze")
Ugo Caffaz (direzione generale "Politiche formative, beni e attività culturali" della Regione Toscana)
Alessio Orlando (analista e collaboratore di equilibri.net)
coordina:
Fabio Migliorini (segretario Sinistra Giovanile Valdisieve)
ore 21,30 - Giardini Scuola Media M.Maltoni - Via di Rosano 16/A, Pontassieve

sabato 9 giugno 2007

Basta sinistra di lotta e di governo, quel mito andava bene per Togliatti

Il ministro degli Esteri attacca l'opposizione: dissennato parlare di Italietta. Poi avverte Prc, Pdci e Verdi

D'Alema: la gente vuole un Paese che cresce, è stufa dei casini...
di MASSIMO GIANNINI

ROMA - Lezioni americane. Ora che Bush ha lasciato l'Italia, si può azzardare un bilancio di questa visita che era insieme attesa e temuta, per ragioni uguali e contrarie, dalla maggioranza e dall'opposizione. Massimo D'Alema ne vede almeno due, di insegnamenti possibili. Il primo riguarda questa dissociata "sinistra a due piazze" vista all'opera per le strade di Roma: "Il ciclo dei partiti di lotta e di governo è finito, la gente non li capisce, non li apprezza più".

Il secondo riguarda questa dissennata "destra a più voci", vista all'opera nei comizi elettorali e negli studi tv: "Parlare di Italietta e scommettere sempre sul peggio, con il solo scopo di dare la famosa spallata al governo, è un gioco sciocco e irresponsabile, non paga più".

Il ministro degli Esteri è alla vigilia della sua partenza per la Turchia. Ma non si sottrae a una riflessione politica, sulla "due giorni" italiana del presidente degli Stati Uniti. "Il vertice è andato molto bene - osserva - loro hanno capito e apprezzato le nostre posizioni. Vede, gli Stati Uniti sono in una fase piuttosto difficile. Hanno bisogno di alleati sinceri come l'Italia...".

Gli Usa escono da una lunga fase nella quale hanno dettato la loro nuova dottrina "teo-con" al pianeta. L'idea di "esportare la democrazia", per quanto discutibile e velleitaria, è stata al centro del dibattito internazionale e della strategia americana di questi anni. Ma i frutti di quella semina non si vedono. Bush lo ha capito. E per questo cerca una via d'uscita. E cerca alleati con i quali discutere.

L'Italia, oggi, gioca esattamente questo ruolo: "L'America è un grande Paese - osserva D'Alema - e Bush ha capito perfettamente che il nostro governo è leale, ma certo meno allineato del precedente. Ma ha capito anche che oggi possiamo offrirgli due asset che il governo Berlusconi non aveva. Il primo: noi siamo oggettivamente più forti in Europa. Il secondo: noi siamo oggettivamente più credibili nel mondo arabo".

Da qui, per il ministro degli Esteri, arrivano i riconoscimenti pubblici che il presidente americano ha tributato a Prodi. Sull'Afghanistan, sul Libano, persino sull'Iran e sulla Siria. "Con Washington siamo riusciti a costruire un rapporto più indipendente e più libero, rispetto al passato. Questo scandalizza i "camerieri locali", ma non certo gli americani". In questo lavoro di ricucitura, secondo D'Alema, non è stato d'intralcio il ritiro italiano dall'Iraq, e meno che mai il limitato contributo italiano alla missione in Afghanistan.

"Cambiamento delle regole d'ingaggio, caveat da rimuovere: sono tutte invenzioni della stampa italiana - taglia corto D'Alema - visto che loro rispettano la sovranità nazionale e queste cose non ce le hanno mai chieste. Sono i primi a sapere che proprio noi diamo il contributo maggiore al peacekeeping, e in Afghanistan abbiamo il doppio dei soldati della Francia. Per questo ci hanno ringraziato".

Lo stesso ringraziamento è arrivato per il Medioriente. "L'unico punto di difficoltà - riconosce il ministro degli Esteri - lo abbiamo tuttora sull'Iran. L'Amministrazione americana resta ferma sulla linea delle sanzioni, e pone come pre-condizione irrinunciabile per la riapertura di un dialogo quella di fermare le sperimentazioni sull'uranio. La nostra posizione è meno rigida: anche noi siamo per mantenere le sanzioni, ma siamo al tempo stesso favorevoli all'idea di aprire un negoziato che serva a fermare una spirale pericolosa".

Tuttavia, secondo il resoconto del vicepremier, anche il delicatissimo dossier su Teheran, durante gli incontri di Roma è stato affrontato dall'uomo della Casa Bianca senza pretese egemoniche e senza toni ideologici. "L'America è un grande Paese", è il leit-motiv del capo della Farnesina. E Bush, nonostante le critiche che gli si possono muovere, è un politico vero. "Anche il modo in cui ha affrontato la questione dell'incontro con Berlusconi è stato esemplare", commenta D'Alema. "L'ha gestita con grande correttezza, consultandosi prima con Prodi, chiedendo se quell'incontro avesse rappresentato un problema. E poi l'ha affrontato con modalità discrete e niente affatto "invasive". E' stato un gesto di grande attenzione politica. Un segnale di fair play, che ho molto apprezzato".

A rovinare il "presepe" fin troppo idilliaco raccontato da D'Alema, tuttavia, hanno provveduto due diversi radicalismi. Da un lato i cortei della sinistra, dall'altro lato gli anatemi della destra. E qui siamo alle "lezioni americane", che il vicepremier prova a trarre da questo weekend italiano.

"Alla destra che ha strepitato e a ha parlato di Italietta c'è poco da dire. Hanno perso, perché hanno scommesso tutto sulla drammatizzazione, che poi invece non c'è stata, per lo meno non nelle forme catastrofiche che qualcuno aveva ipotizzato. Questo è motivo di profonda amarezza: c'è una destra che scommette sempre sul peggio, e un'opposizione del genere non esiste in nessun Paese del mondo. E' evidente l'assillo esistenziale di Berlusconi, che ha fretta di far cadere il governo perché vuole tornare al più presto a votare. Ma non capisce che sulla piattaforma esclusiva delle elezioni anticipate non si mobilitano né gli italiani, né i suoi stessi alleati?".

Ma l'altra lezione americana, forse quella più importante, riguarda la sinistra. "Il vero evento di questo fine settimana - sostiene D'Alema - è stato il fallimento del corteo della sinistra radicale. Io l'avevo detto: se avete delle critiche da muovere a Bush, c'è già un governo che se ne assume la responsabilità, e che gliele esprime apertamente. A cosa serve l'inutile rito della piazza?".

Ora la disperata "sinistra a due piazze" deve riflettere. "Io spero che Rifondazione, il Pdci, i Verdi, traggano il giusto insegnamento da quello che è accaduto. Loro si devono rendere conto che il giochino che chi sta al governo poi va anche a fare i cortei per la strada non funziona più. L'opinione pubblica non lo capisce, e quindi non lo approva".

Ma questo, va da sé, per partiti che hanno fatto del "movimento" la loro ragion d'essere significa quasi rinnegare una tradizione politica. "Parliamoci chiaro: il "partito di lotta e di governo" non è e non può più essere attuale. Quella è stata un'idea geniale di Palmiro Togliatti: sapendo bene che il Pci non sarebbe mai andato al governo, aveva coniato la formula per tenercelo agganciato, evitando che gli sfuggisse per la via dell'estremismo. Oggi quella stagione è morta e sepolta. Oggi noi ci stiamo, al governo. E allora abbiamo solo un dovere: governare, e non scendere in piazza".

Il paradosso, nelle condizioni date e con il rischio che oggi l'Unione perda anche la provincia di Genova, è che i Giordano, i Pecoraro e i Diliberto possano invece trarre da quello che è successo la lezione esattamente opposta: perdiamo consensi perché siamo troppo "governativi". Se fosse così, per Prodi sarebbero guai seri. D'Alema vede il rischio: "Certo, il pericolo che si generi un certo nervosismo esiste senz'altro. Sulle pensioni e sul Dpef potrebbero scaricarsi nuove tensioni. Io spero che non facciano questo errore, spero che non si facciano tentare dall'idea di "spostare più a sinistra l'asse di governo", come si usa dire. Non è di questo che c'è bisogno. C'è bisogno di assecondare la crescita, e di tarare l'azione del centrosinistra sull'idea di una vera e propria "ripartenza". Queste serve, mentre non servono nuovi conflitti. La gente vuole che il Paese sia governato. La gente è stufa dei casini...". Questa, al contrario delle precedenti, è una tipica "lezione italiana".

Cena dell'associazione QuiPSE a Peretola



Cari compagni,
con la nostra associazione QUIPSE , milt@nti pse in Toscana,rivolta a tutti gli iscritti Ds, intendiamo dare un contributo ai forum della fase costituente del PD,esprimiamo un punto di vista , quello di chi pensa che le questioni debbano avere un orizzonte di profilo europeo.
Vi invitiamo a dare il vostro contributo per una fase costituente libera, partecipata, appassionanata.
Stefania Collesei



Metti una sera l’Europa a cena

GIOVEDI 14 GIUGNO

alle ore 20,15

SMS di Peretola
Via Pratese 48

Cena con menu europeo

Prezzo 15 euro studenti 10

Alle 17.00 sessione per l'elaborazione dei contributi ai forum tematici per la costituente del PD


prenotazione@quipse.eu Prenotazioni entro MARTEDI' 12
E-mail prenotazione@quipse.eu Tel 055.5048570

mercoledì 6 giugno 2007

Apertura dei Forum tematici di discussione sul Partito Democratico



Lunedi 11 giugno, nelle sedi sottoindicate, dalle ore 17, si apriranno i forum di discussione sulle tematiche proposte alla convention del Mercato di Novoli.

Sono invitati alla partecipazione tutti coloro, iscritti ai DS o alla Margherita o non iscritti, che sono interessati al dibattito sul P.D.

DS Valdisieve

1) PACE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
c/o Arci - P.zza dei Ciompi 11
2) LAICITA' E DIALOGO
c/o Sala Elsa Morante - Via G. P. Orsini 44
3) RIFORMA DELLA POLITICA
c/o Circolo MCL Brozzi - Via S. Martino a Brozzi 2
4) ECONOMIA E LAVORO
c/o SMS Rifredi - Via Vitt. Emanuele 303
5) STATO SOCIALE E DIRITTI DEI CITTADINI
c/o Circolo Vie Nuove - V.le Giannotti 15
6) AMBIENTE E TERRITORIO
c/o Sala della Compagnia - Via di Soffiano 3

PROGRAMMA FESTA DE L'UNITA' 2007 - MOLINO DEL PIANO

C/O CIRCOLO ARCI LA TORRETTA , VIA DI RIMAGGIO


Programma

SABATO 23 GIU. - ORE 9.00 PITTORI IN STRADA

ORE 19.30 APERTURA RISTORANTE E PIZZERIA

ORE 21.30 BALLO IN PISTA CON L’ORCHESTRA EDDY VIOLA

DOMENICA 24 GIU. - ORE 8.00 PITTORI IN STRADA

ORE 9.00 PARTENZA TREKKING DE L’UNITA’

ORE 12 30 PRANZO ALLA FESTA

ORE 21.30 BALLO IN PISTA CON L’ORCHESTRA MANILA BAND

LUNEDI 25 GIU. - ORE 21.30 TRADIZIONALE CONCERTO BANDISTICO FILARMONICA “ G. PUCCINI “

MARTEDI 26 GIU - ORE 21.30 NELLO SPAZIO MOSTRE E LIBRERIA:

IL PARTITO DEMOCRATICO - INCONTRO DIBATTITO CON: GIANNI BILLI (SEGR. PROV. MARGHERITA), MARCO MAIRAGHI ( SINDACO DI PONTASSIEVE), ELISA SIMONI (ASS. PROV. FIRENZE)

MERCOLEDI 27 GIU. - SERATALATINA SUONI, CANTI, BALLI

GIOVEDI 28 GIU. - SCUOLA DI BALLO DE LA TORRETTA PRESENTA ESIBIZIONE DI BALLO LISCIO E LATINO-AMERICANO

VENERDI 29 GIU. - ORE 21.30 BALLO IN PISTA CON L’ORCHESTRA MARCO FOLK

SABATO 30 GIU. - ORE 21.30 BALLO IN PISTA CON L’ORCHESTRA GOLDEN BOYS

DOMENICA 1 LUGL. ORE 10.00 CACCIA AL TESORO X BAMBINI 7— 12 a
ORE 12.30 PRANZO ALLA FESTA
ORE 21.30 CHIUSURA CON L’ORCHESTRA
TAM TAM E L’IMITATORE LEONARDO FIASCHI

le altre feste 2007 in Valdisieve

lunedì 4 giugno 2007

Iniziativa sul PD a Fiesole - Pian di Mugnone


Sabato 9 Giugno 2007
Fiesole verso il Partito Democratico
FIESOLE - PIAN DI MUGNONE
Piazza DON FORMELLI

Ore 18,00
Incontro sulle idee e gli obiettivi
per la costituzione del PD

Intervengono:
Andrea Barducci - Segr. Prov. Democratici di Sinistra
Giacomo Billi - Segr. Prov. La Margherita
Massimo Cellai - Coord. Naz. Cittadini Per L’Ulivo

Ore 20,30
CENA in piazza € 15,00

Conferma la tua adesione!!!!
Tel. 3315339367 - 3394846184
e-mail: fiesoleversopd@libero.it ulivofiesole@dada.it

sabato 2 giugno 2007

PARTITO DEMOCRATICO: in Toscana si fa sul serio!


Ecco il
pieghevole/modulo per la fase costituente del P.D., utilizzabile nei gazebo, banchini o nei luoghi di incontro con i cittadini (scaricabile sul sito www.dstoscana.it).
Ne verranno organizzati almeno uno per Comune, nel fine settimana di mobilitazione dei
prossimi 15-17 giugno.
Saranno inoltre affissi manifesti e messo a disposizione il "libro bianco per il P.D." (un quaderno su cui ognuno potrà scrivere le proprie proposte sulla fase costituente, sulle priorità programmatiche, sui valori, sulle idee, ecc.)

giovedì 31 maggio 2007

Riforma della Politica: l'occasione del PD

Si possono certamente condividere a grandi linee le proposte di Mario Pirani sulla immediata riforma della politica italiana (vedi articolo riportato più in basso).
Dopo l'insuccesso delle elezioni amministrative 2007 il livello diguardia dev'essere massimo: non possiamo permetterci più errori, anzi, dobbiamo correggerne parecchi compiuti in passato!
La riflessione dev'essere profonda, ma non lunga. Non abbiamo più tempo. Le azioni da intraprendere sono molteplici: da quelle indicate da Pirani, alle proposte sul taglio dei costi (e del potere) della politica fatte da Martini e Domenici (senza rischiare la gara demagogica a chi taglia più teste, però).
Ma la cosa più importante, il progetto più ambizioso resta il Partito Democratico.
E' l'occasione che abbiamo per riformare davvero la politica italiana. Anche da qui, dalla Toscana, da Firenze. Quindi iniziamo a confrontare le idee: cosa sarà il PD e come lo costruiamo, con chi, chi saranno le guide. Abbiamo già molto materiale: iniziamo a mettere sul tavolo le questioni di fondo, ma senza dimenticarci del quotidiano sforzo della elaborazione politica locale.
Ecco alcuni temi (ce ne sono anche tanti altri) che vale la pena approfondire:
1. Ruolo del PD come partito che ha una missione nazionale di riforma del sistema italiano (proposta Reichlin)
2. Organizzazione del PD su base federale (proposta Domenici): in Toscana può nascere un modello di PD regionale tipo CSU bavarese, che valorizzi le peculiarità politiche locali e le riporti in un partito nazionale.
3. Centralità del lavoro nei valori e nell'azione quotidiana del PD (fattori che ci ha fatto perdere consenso al Nord): pari dignità tra lavoratori (anche quelli autonomi), valorizzazione del merito, lavoro stabile per i giovani, sicurezza sul posto di lavoro, valorizzazione della libera impresa, abbassamento delle tasse sul lavoro.
4. Sicurezza e tutela dell'incolumità dei cittadini nei centri abitati e nelle città.
5. Primarie per le cariche di partito e per i candidati alle elezioni di ogni livello.

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Decalogo per il Palazzo
di Mario Pirani

La crisi della politica è all'improvviso diventata il fatto del giorno. Nessuno minaccia il sistema democratico, però non vi è chi non percepisca l'ondata crescente di insofferenza e di distacco dell'opinione pubblica di ogni colore nei confronti di quello che è diventato un ceto sociale pervasivo, invadente, privilegiato e totalmente inefficiente. Sia di centro sinistra che di centro destra.

Ora tutti ne parlano, le interviste si sprecano e la propensione al dibattito fine a se stesso rischia una volta ancora di confondere, annoiare, ridurre tutto a una verbosa contrapposizione. Come se non ci fosse nulla da fare.

Eppure non crediamo sia così. Il ritardo accumulato è tanto ma è forse ancora possibile proporre ai cittadini una vera riforma della politica.

E' un compito che spetta al centro sinistra se non vuole, presto o tardi, essere travolto (la destra può vivere anche nell'anti politica). Occorre, però, avere una chiara percezione del pericolo e non ridurlo - illudendosi - ad un deficit di messaggio, a una carenza di comunicazione. No. Il baratro è nei fatti, nelle attese deluse, nei comportamenti senza differenza di qualità. E solo i fatti possono ridare fiducia e ricomporre il consenso. Fatti che debbono realizzarsi subito e tali da dare il segno del cambiamento. Ne elenchiamo alcuni, un'agenda possibile per una vera riforma.

Primo: cambio radicale dell'équipe di governo, subito dopo le elezioni amministrative, con accorpamento e riduzione netta dei ministeri, taglio della compagine dell'esecutivo (oggi 104 tra ministri e sottosegretari) con un massimo globale di 60.

Secondo: abrogazione delle leggi sullo spoyls sistem nella Pubblica Amministrazione.

Terzo: introduzione dell'obbligo del concorso con regole ferree e con classifica rigida (senza possibilità di scegliere fra rose di cosiddetti idonei) per tutte le nomine di pubblico interesse, dai primari degli ospedali ai direttori dei parchi ambientalistici, dai consiglieri di società partecipate a quelli degli organismi previdenziali.

Quarto: riduzione di un terzo del numero dei consiglieri regionali, provinciali e comunali.

Quinto: Rai liberata dalla presenza dei partiti. Nomina di un nuovo consiglio di amministrazione con personalità della comunicazione e della cultura di comprovata indipendenza di giudizio.

Sesto: abolizione del cosiddetto "panino" nei telegiornali Rai, con il falso pluralismo di dichiarazioni politiche suddivise secondo il modello artificiale tra tutti i partiti.

Settimo: eliminazione dei finanziamenti assegnati ai consiglieri per spese a loro libito, decise da alcune leggi regionali. Creazione di un elenco delle società ed enti inutili costituiti dalle Regioni e varo di un piano di tagli in proposito.

Ottavo: riduzione drastica dei privilegi dei parlamentari e dei consiglieri regionali (dalle pensioni prima dei 65 anni e dopo mezza legislatura agli infiniti benefit).

Nono: introduzione delle primarie istituzionalizzate e regolate per le cariche elettive nel Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni.

Decimo: istituzione di norme di accesso, di libera contesa e di elezione che rendano il Partito Democratico un organismo aperto alla società, contendibile, scalabile da forze giovani, palestra di idee e valori non trampolino per carriere sicure, il partito della riforma della politica.

(24 maggio 2007)

martedì 29 maggio 2007

Congresso della Sinistra Giovanile fiorentina


Firenze, 24 Maggio 2007

Cara compagna, caro compagno,

Cara amica, caro amico,

venerdì 1 Giugno, alla Festa de l’Unità di Sesto Fiorentino, si svolgerà il Congresso Provinciale della Sinistra Giovanile di Firenze.

Per noi è un appuntamento molto importante: parleremo della nostra organizzazione, del suo rafforzamento, e parleremo soprattutto di come lavorare concretamente per far nascere questo nuovo grande soggetto politico, il Partito Democratico.

Sarà un momento di confronto e dibattito interno, ma non solo: vogliamo che sia un Congresso aperto a quante più realtà possibile, in modo da creare un confronto che sia davvero punto di partenza del lavoro comune dei prossimi mesi.

Per questo ti invitiamo a partecipare, a stare con noi durante il dibattito e, se vuoi, anche alla cena.

Il programma del Congresso è questo:

ore 17.00: apertura dei Lavori, elezione della Presidenza del Congresso e delle Commissioni

ore 17.15: saluto di Damiano Sforzi, segretario Unione Comunale DS e relazione del Garante

ore 17.30 : dibattito

ore 19.30: elezione del Segretario con voto palese

ore 20.00: cena della Sinistra Giovanile all’interno della Festa

ore 21.15: ripresa dei lavori, dibattito

ore 22.30: chiusura del Congresso da parte del Segretario eletto

Per la cena è necessario prenotare al 339 1501048.

Il prezzo della cena è 10 €, e comprende pizza, birra e crostini.

Ai lavori congressuali parteciperanno, tra gli altri, Andrea Barducci, Segretario Unione Metropolitana Ds, Fausto Raciti, Segretario nazionale Sg e Calogero Parisi, presidente della cooperativa antimafia “Lavoro e non Solo” di Corleone,

Sperando di vederti a Sesto Fiorentino, ti saluto!

Patrizio Mecacci

A Rignano e Reggello si conferma L'Ulivo!


Gianna Magherini e Sergio Benedetti sono confermati sindaci di Rignano e Reggello.
Le liste de L'Ulivo vincono, superando molte avversità, con oltre il 55% dei consensi.
A Rignano cresce la sinistra PRC-Verdi, mentre a Reggello ha una buona affermazione la lista civica locale.
A Gianna e Sergio vanno i nostri complimenti e migliori auguri di buon lavoro per i prossimi 5 anni di amministrazione.

sabato 26 maggio 2007


Stiamo avviando la costruzione del Partito Democratico anche in Valdisieve, se sei interessato CONTATTACI!

zona@dsvaldisieve.it

Convocazione Direzione di Zona

E' convocata per il giorno giovedì 7 giugno 2007 alle ore 21:00, presso la Sala Amicizia della Casa del Popolo di Pontassieve (g.c.), Via Montanelli 35, la riunione della DIREZIONE dell’Unione di Zona Valdisieve. Sarà presente il Segretario dell’Unione Metropolitana ANDREA BARDUCCI.

venerdì 25 maggio 2007

Per l'Ulivo a Reggello e Rignano sull'Arno







per
L'ULIVO


In queste ultime ore di campagna elettorale facciamo un ultimo appello al voto per le liste de l'Ulivo di Reggello e Rignano sull'Arno.

Sergio Benedetti e Gianna Magherini hanno tutto il nostro sostegno.

mercoledì 23 maggio 2007

Attivo regionale delle iscritte DS a Firenze








VENERDI' 1 GIUGNO DALLE 14,30 ALLE 16,30
ATTIVO REGIONALE DELLE DEMOCRATICHE DI SINISTRA
HOTEL LAURUS - VIA CERRETANI - Firenze
Apertura campagna nazionale per la presentazione del MANIFESTO PER LA COSTITUENTE DELLE DONNE.
Iniziative da sviluppare in Toscana.
Convocata dalla Coordinatrice Regionale Daniela Bartalucci, parteciperà il Responsabile Organizzazione Regionale Maurizio Gazzarri.

15 anni dalla strage di Capaci

martedì 22 maggio 2007

Il Trattore della Sinistra Giovanile è già al lavoro!

“Let’s go”. Campagna della Sinistra Giovanile toscana per la legalità.
Da domani al lavoro a Corleone il trattore acquistato con i fondi raccolti dai giovani diessini

Firenze, 21 maggio 2007 - La campagna di raccolta fondi per la cooperativa siciliana "Lavoro e non solo" della Sinistra Giovanile Toscana ha centrato il suo obiettivo. Da domani, sui terreni confiscati alla mafia a Corleone e Monreale e coltivati oggi dalla cooperativa, sarà al lavoro il nuovo trattore acquistato con i fondi messi insieme durante la campagna dei giovani diessini "Let’s go". La cooperativa guidata da Calogero Parisi, che ha subito un attentato nel vigneto a Monreale una settimana fa, avrà uno strumento in più per continuare il proprio lavoro. I giovani dei DS dedicheranno questo trattore a Pio La Torre, il parlamentare del PCI brutalmente ucciso 25 anni fa, il 30 aprile 1982.

Il primo bilancio della campagna "Let’s go", che prosegue con altre iniziative dedicate alla legalità, è stato presentato questa mattina dal segretario della Sinistra giovanile toscana, Patrizio Mecacci, durante una conferenza stampa con Rita Borsellino, Calogero Parisi e il segretario dei DS toscani, Andrea Manciulli. I figli di Pio La Torre, assenti per motivi di lavoro, hanno inviato un messaggio.

"Quando la politica genera atti concreti si assiste a risultati straordinari come questo – ha detto Patrizio Mecacci -. In soli tre mesi siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo. Continueremo per tutta la stagione delle Feste dell’Unità con le nostre iniziative, a partire dalla Festa nazionale della Sinistra Giovanile che si terrà in Toscana, a Livorno, dal 5 al 22 luglio".

I contributi per l’acquisto del trattore sono stati raccolti durante la campagna di dieci tappe, tra iniziative, cene e feste di sottoscrizione, iniziata il 23 febbraio a Settimello (Calenzano), con l’appoggio dell’associazionismo regionale e locale che si è mobilitato durante tutte le tappe per aggiungere ai fondi raccolti propri contributi. In questi tre mesi in Toscana, ad appoggiare la campagna della Sinistra giovanile, sono arrivati i maggiori esponenti del movimento antimafia, da Rita Borsellino a Pier Luigi Vigna, dal giudice Soresina a Pietro Grasso.

"Siamo orgogliosi di questa mobilitazione dei ragazzi del nostro partito – ha detto Andrea Manciulli - che dimostra come il Partito Democratico possa avere un futuro con giovani generazioni fortemente impegnate su temi e valori come quelli della legalità e della solidarietà. Su queste basi dobbiamo edificare un partito capace di rilegittimare la politica e di dare un senso per le generazioni future". Al lavoro, a fianco del trattore, tra qualche settimana, arriveranno a Corleone 340 giovani prevalentemente toscani, che hanno aderito al progetto "LiberArci dalle spine", che spenderanno le loro vacanze estive nei campi di lavoro organizzati dalla cooperativa "Lavoro e non solo" e dall’Arci con Libera, che già da tre anni vedono una forte risposta dei giovani toscani.

"Se immagino il giovane popolo protagonista del Partito Democratico – dice Mecacci -, penso a quello che ogni estate troviamo nei campi di lavoro in Sicilia: scout, ragazzi delle associazioni e Sinistra Giovanile insieme". La Sinistra Giovanile e i DS toscani hanno anche aderito alla manifestazione di ieri per rispondere all’attacco al vigneto della cooperativa. Il loro striscione appeso al vigneto danneggiato recita: "Non temo la violenza dei violenti, libera la tua voce"

lunedì 14 maggio 2007

Verso il Partito Democratico - Iniziativa a Firenze



21 Maggio: 1a CONVENTION fiorentina del Partito Democratico - Dalle 17.00 appuntamento al Mercato di Novoli

(ingresso da Piazza Artom o dal parcheggio di Viale Guidoni)

FIRENZE, 17 maggio 2007 – «Lunedì 21 maggio, dalle 17 al Mercato di Novoli (ingresso da Piazza Artom o dal parcheggio di Viale Guidoni) si apre la prima convention fiorentina del Partito Democratico. L’idea di base è che – spiegano Andrea Barducci, segretario dell’Unione Metropolitana DS, e Giacomo Billi, coordinatore provinciale della Margherita - oltre ai dirigenti di DS e Margherita finalmente uniti, il Partito Democratico sia innanzitutto il partito del popolo.
Ecco perché questo primo appuntamento si terrà al Mercato di Novoli, un luogo popolare, inusuale, fuori dalle mura del centro, a metà strada tra la città nobile e la periferia: questo il luogo dove vorremmo nascesse il nuovo partito».

Molte le adesioni già pervenute. Parteciperanno all’evento tra gli altri gli Europarlamentari Guido Sacconi e Lapo Pistelli, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, gli assessori comunali Eugenio Giani e Daniela Lastri, il presidente di Confcooperative Stefano Meli, le segreterie confederali fiorentine con Alessio Gramolati (CGIL), Adriano Fratini (CISL) e Vito Marchiani (UIL), oltre a numerosi esponenti del mondo universitario, dell’imprenditoria, del mondo dello sport e della cultura.

Andrea Barducci, segretario Unione Metropolitana DS
Giacomo Billi, segretario Provinciale Margherita

La politica spiegata ai quindicenni


di Pierluigi Bersani

Intervento di Pierluigi Bersani tenuto di fronte ad un milgiaio di ragazzi delle scuole superiori nell'ambito del "Compa", Forum della comunicazione che si tiene ogni anno a Bologna. Ampi stralci, da "L'Unità"
17 maggio 2007

Che cos’è la politica? La politica è quella cosa che se non la fai un po’ tu, te la fanno gli altri e non sempre te la fanno come vorresti tu. Credo sia molto importante riflettere, anche alla vostra età, sull’esigenza di avvicinarsi un po’ di più, di capire un po’ di più questo oggetto. Non credo che ci siano regole su come una persona, nella sua vita, possa accostarsi alla politica. Nei miei ricordi, il primo avvicinamento alla politica è legata a un fatto. Avevo 15 anni come molti di voi, quando avvenne la famosa alluvione di Firenze. Io, senza essere un “angelo del fango”, come si dice adesso, andai - impressionato dalle cose che si dicevano in tv - a questo grande appuntamento di solidarietà.

Ci trovammo lì in migliaia di giovani. Perché facemmo questa cosa, che cosa scattò? Un’idea di solidarietà, certamente: vedevi un disastro così grande e ti dicevano che potevi fare qualcosa! Un’idea di libertà: andare via per 15 giorni, fare qualcosa di utile assieme a tanti altri giovani.

Io ero uno che veniva dalla collina, andavo anch’io a scuola in corriera, sono sempre andato con questo mezzo a scuola. A 15 anni trovarsi insieme a migliaia di altri giovani è una sensazione di libertà incredibile; a ciò si aggiunse una sensazione di partecipazione, di auto-organizzazione, perché ci organizzavamo da noi: fare le squadre e andare ad aiutare; ti davano il badile, ti davano la carriola, andavi e poi, alla sera, accendevi il fuoco e magari ci facevi il girotondo attorno, cantavi; allora si sentivano i Beatles, qualcuno aveva la chitarra e via e ti batteva il cuore.

In questa idea, in questa sensazione di protagonismo, di solidarietà, di partecipazione, secondo me, lì è scattata nella testa di molti - e stiamo parlando di una mezza generazione - una certa idea di politica.
L’altra cosa che ricordo, ancora precedente ai miei 15 anni e che non so da dove venisse, è una curiosità attorno a questo tema: cosa è giusto e cosa è ingiusto? Gli uomini sono uguali? Non so da dove ho ricavato queste domande, ma, per esempio, e può sembrare una stupidaggine, ricordo le discussioni che facevo con gli amici sui fumetti o sui film western. Allora si andava al cinema, c’erano tanti film western ed il problema era di capire chi stava con gli indiani o con i bianchi. La discriminante, la differenza era quella di chi sviluppava questo concetto: ma, insomma, gli indiani erano lì anche prima, perché sono andati a rompergli le scatole?

Mentre c’era chi sviluppava il concetto secondo il quale la civiltà dovesse andare avanti e schiacciare questi "barbari". In discussioni di questo genere mi è spuntata l’idea di una comune umanità, l’idea che tutte le donne e tutti gli uomini del mondo hanno diritti uguali ed uguale dignità. (...)

Per noi occidentali il concetto fondamentale di politica deriva dalla cultura greca. I grandi filosofi all’origine del pensiero greco si sono occupati di questo, e la politica è comparsa come una specie di scienza su che cosa è giusto o ingiusto, su che cosa è bene o è male per la città.

Questa è stata l’origine della discussione politica che poi ha avuto degli sviluppi interessanti. Grosso modo questa discussione ad un certo punto è diventata - per esempio in Platone - la discussione su quale sia il governo ideale; in Aristotele invece, su quale sia il miglior governo possibile. Questi sono due modi di ragionare un po’ diversi, che hanno una coda lunga, lunga, che arriva fino ad oggi. Io vorrei segnalarvi una precauzione, anzi, due precauzioni. La prima: se tu immagini un mondo ideale, devi stare attento a non esagerare perché con questa idea di un governo perfetto, di una società perfettamente giusta, spesso si sono provocate delle crudeltà, cioè si è sacrificato l’uomo di oggi in nome dell’uomo di domani, della felicità di domani, della società giusta di domani: "intanto ammazzo quello di oggi perché voglio arrivare all’uomo felice di domani". E’ pericoloso!

Vi regalo un’avvertenza anche per l’altro tipo di pensiero: scegliamo il miglior governo possibile. Giusto, ma attenzione che non diventi cinismo, che non diventi sfiducia nella possibilità che la politica generi miglioramento, cambiamento, perché a volte, ancora adesso, si dice: "Ma cosa vorrai mai, tanto sono tutti uguali!Prendiamo quel che passa il convento, prendiamo il miglior governo possibile date le condizioni!". Questo non va bene, perché, se la politica perde il senso del cambiamento, della possibilità di miglioramento, perde l’anima.
Quale sarebbe, allora, la strada giusta? Io non ho la ricetta, però mi ha sempre impressionato quello che proprio Platone diceva in una delle sue più importanti opere, "La Repubblica". Egli diceva: "So anch’io che quello che vi sto descrivendo come modello ideale non esiste e non esisterà, ma infatti il problema non è che esista quel governo ideale, il problema è avvicinarsi ad esso per quel che si può", e in questo c’è una giusta tensione verso un cambiamento che non promette il paradiso.

Una politica buona ed un governo buono, secondo me, vogliono dire non dimenticare mai i valori, l’urgenza morale, il perché fai politica, ma pretendere che questi valori diventino almeno in parte dei fatti, fatti concreti, fatti immediati, visibili. Quando si parla di "riformismo", in fondo, si dice questo. La parola "riformismo" vuol dire prendere dei valori, guardarli e cercare di tradurli in fatti concreti, anche parziali, anche limitati. Poi la scuola vi dirà altre cose, magari quando leggerete (se non l’avete già letto) Machiavelli, e cioè che la politica è anche un’arte, una tecnica. Attenzione, perché è importante questo concetto: se vuoi raggiungere un buon fine, non pensare che arrivi da sé. Devi stare attento a come conduci le cose perché, magari, non ci arrivi o arrivi al contrario. Quindi la politica richiede qualche competenza.

Diciamolo pure: non è detto che il primo che si alza al mattino sia già capace! La politica richiede un percorso, una formazione e contiene un certo specialismo. Per dirlo in maniera semplice, non è che il miglior primario chirurgo d’Italia sia per forza il miglior ministro della Sanità; non è che chi ha azzeccato tutti i suoi affari nella vita professionale, improvvisamente, diventi il miglior governante, non è detto!

L’idea che la politica abbia una sua disciplina, una sua formazione, non deve però portare, anche qui, all’errore opposto; a ritenere cioè che la politica sia un fatto quasi da iniziati, esoterico, e che possa essere capita solo da chi la fa, perché chi è fuori non ci capisce niente! La benzina della politica non è la specializzazione, ma è la partecipazione, altrimenti la macchina non va!

Come si fa, allora? (...) Ci sono stati luoghi di formazione, pensate alla guerra di Liberazione: lì c’è stata una scuola di politica col fucile alle mani! Pensate a tutte le scuole di partito; pensate anche a percorsi che sono, per esempio, di costruzione di movimenti, sentieri culturali, esperienze di fede. Pensate cioè a percorsi che comunque hanno sfiorato, avvicinato la politica. Parecchi di questi percorsi si sono persi ed uno si può chiedere: che cos’è, allora, che seleziona la politica? La televisione? Chi è bravo in televisione? Allora diciamo che il miglior chirurgo d’Italia non è il miglior ministro della Sanità, ma che il ministro giusto è quello più efficace in tv nel parlare di Sanità? Non credo!

Per quale via, allora, troviamo la soluzione? Credo che non ci sia altra strada che mettere il politico, colui che si interessa di politica alla prova della partecipazione, alla prova dell’amministrazione pubblica, alla prova della presenza attiva in organismi, organizzazioni o movimenti.
È difficile fare il ministro, se non hai fatto una volta l’amministratore o il sindaco, o se non hai guidato un movimento o un’associazione, insomma, se non hai maturato un’esperienza che ti consenta di essere selezionato, e senza che la gente abbia visto da vicino che cosa riesci a combinare. Questo è molto importante. E’ così in tutti i Paesi del mondo. Se voi guardate tutti i Presidenti degli Stati Uniti, tutti i Presidenti della Germania, della Francia, etc., vedrete persone che prima hanno governato qualcosa, che non sono nate sotto il cavolo! Bisogna immaginare, quindi, una politica che sia molto vicina all’arte di governo, perché quest’ultima consente un giudizio da parte dei cosiddetti governati, ti mette alla prova e può farti misurare per quante cose giuste fai e per quanti errori fai.

Detto questo, penso la politica sia scienza, sia arte, tecnica, formazione; in ultima analisi tuttavia - e torno dove ho cominciato - c’è un’urgenza morale in chi si accosta alla politica. (...) Questa urgenza morale, in fondo, si esprime nel superare la freddezza del termine "io" ed arrivare al termine "noi"; che non sia solo "noi" inteso come la famiglia, "noi" come i miei amici, "noi" come la mia corporazione, il mio mestiere, ma che sia un "noi" dove c’è dentro il bianco, il nero, il vicino, il lontano, l’uomo, la donna, il vecchio, il giovane; un insieme insomma, dentro al quale stia quella cosa che non possiamo non chiamare "umanità".

Questo concetto è importantissimo perché il paradosso è che in questo "noi" ci deve stare non solo l’uomo, la donna, il lontano, il vicino, ma anche quello di Destra e quello di Sinistra, attenzione, perché una politica che sia odio non è una politica, non può esserlo, è una contraddizione in termini! Tu potrai gestire le tue convinzioni con animosità, con forza, con determinazione, con testardaggine, ma non fino al punto di odiare chi non la pensa come te perché, allora, tu distruggi la politica, dimentichi il fatto fondamentale della politica, dimentichi che cosa è la città: la nostra città è quella cosa rotonda che sta girando nello spazio e sulla quale siamo tutti, quelli di Destra e quelli di Sinistra, e solo per un po’ di tempo.

Se non riusciamo a trasmettere questo tratto di fondo, che sta al di sotto di ogni scelta politica e viene prima di essa, noi non possiamo fare una buona politica. Alla fine seminiamo aggressività, seminiamo solo inutile zizzania, cattiveria, violenza.

Questo concetto bisogna intenderlo in senso molto largo. Alla vostra generazione capita di descrivere questo "noi" in un passaggio crucialissimo, che si può ben simboleggiare nel secolo che è passato, dal XX al XXI secolo. Qui c’è un passaggio rilevantissimo per definire questo "noi" ed io spero che riflettiate su che cosa si può portare nel nuovo secolo rispetto a quello passato, che ve ne facciate una ragione, che vi aiutiate l’uno con l’altro a farvi una ragione di questo.

Il secolo che è finito è stato un secolo terribile, nel quale la politica ha dato il meglio ed il peggio di sé, assieme, con fatti di enorme novità e con drammi di portata - ci auguriamo - irripetibile. Quindi ci siamo "scottati" di politica, ma abbiamo anche visto che cosa di buono può venirne.

Io spero che voi portiate di là, nel secolo nuovo, alcune cose fondamentali. La democrazia, innanzitutto. E lasciamo stare quanto sia imperfetta! Fa una bella differenza avere sempre più Paesi con Costituzioni democratiche, avere una Carta dell’Onu con l’affermazione dei diritti universali! Questo ce lo ha dato il Novecento. Provate anche a riflettere su cosa ci ha dato il Novecento per quanto riguarda l’emancipazione della donna, la condizione femminile. Provate a fare una scansione storica: pensate a cosa sono stati i millenni precedenti e a che cosa è successo improvvisamente, in pochi decenni dal punto di vista dell’affermazione, ancora parziale, di un ruolo della donna! La prima volta in cui le donne hanno votato da noi è stato nel 1946: la prima volta in cui sono stati riconosciuti alle donne i diritti politici, una rivoluzione!
Pensate al lavoro: all’inizio del secolo passato, anche in Italia, lavoravano nelle miniere bambini di 13 anni per 13 ore o più. Guardate cosa sono diventati i diritti del lavoro! Certamente ci sono tante cose da fare ancora, ma quale cambiamento ci ha portato il ’900!

(...) Io penso, allora, che queste e altre cose che ci portiamo del vecchio secolo devono, però, confrontarsi con i problemi del nuovo secolo. Voi dovrete sbrogliarli! Come? Innanzitutto dandovi strumenti. Il vecchio secolo ha prodotto, oltre alla democrazia, anche un modo di organizzarsi: le associazioni, i movimenti, i Sindacati, i partiti grandi partiti di massa sono un’invenzione del ’900. Qualcuno ha detto che i partiti sono la democrazia che si organizza, cioè il modo di raccogliere e di fare entrare dentro lo Stato delle volontà collettive. I limiti dei partiti si sono visti via via: rischi di burocratizzazione, di faziosità, di chiusura, anche di fronte, ad esempio alla fantasia, alla volontà di entrare delle nuove generazioni.

Attenzione alle alternative, però. Senza associazioni, senza partiti che cosa c’è? Decidiamo che c’è la tv? Decidiamo che dovrà esserci un moderno Principe che si afferma, secondo logiche che ancora non abbiamo capito quali possono essere? Un Grande Fratello? Magari nelle forme di un potere mediatico, o tecnologico,o economico? Credo che in questo crinale, in questo passaggio di secolo, dobbiamo dirci: partiti, sì, ma non così! Bisogna riformulare queste organizzazioni e riformularle alla luce dei problemi nuovi che, ripeto, dovrete sbrogliare voi. (...)

Io faccio qualche pronostico: voi discuterete fra non molto, necessariamente, di una cosa che si chiamerà "governo democratico del mondo", anche se sembra esagerato dire così. Questo perché il mondo si sta facendo molto piccolo, quel che succede in Cina ci riguarda immediatamente. Ci sono fatti che non riusciamo a dominare. Per esempio, dopo la caduta del muro di Berlino e la logica dei blocchi, di cui avrete sentito parlare, la pace e la guerra. C’è qualcuno che ha in mano un minimo di regolazione di questo rischio?

La proliferazione delle armi nucleari. C’è qualcuno che ha in mano questo rischio? I grandi fatti ambientali: il riscaldamento della Terra. C’è qualcuno che ha in mano questo rischio? Oppure, per esempio, il confronto-scontro, di cui si parla tanto oggi, fra le cosiddette civiltà. C’è qualcuno che ha in mano questo rischio? Oppure il fatto che la ricerca sensibile, la scienza siano ormai a portata di mano in tanti luoghi ed in tante realtà, di qualcuno male intenzionato; oppure la Finanza che sposta convenienze, risorse, e - da un giorno all’altro - può far star bene un Paese e far star male un altro, e tu non capisci da dove parte, dove si muove e per quali logiche.

Questi sono tutti fenomeni che vanno controllati, ma non devono metterci in allarme. È sempre stato così, non è la prima globalizzazione. Globalizzazione che cosa vuol dire? Vuol dire che gli scambi crescono di più rispetto alla crescita dell’economia, il famoso Pil, cioè il Pil cresce - ad esempio - di 2 punti, gli scambi crescono di 4 punti, il che crea un effetto giostra con ridistribuzione del lavoro, delle merci e della ricchezza, che ti impressiona.

Non è la prima volta però che, quando cresce la globalizzazione, accadono cose che tu non controlli e che non vedi dall’inizio. Pare assodato che la peste che arrivò in America pare dopo Colombo e che sterminò (non essendo pronti a combattere microbi del genere) milioni di indios, fu portata da una nave spagnola che arrivò lì più o meno nel 1530, la quale aveva dei topi che avevano le pulci della peste. Io credo che, se gli spagnoli avessero saputo che sulla loro nave c’era la peste, non l’avrebbero portata. Non avevano alcun interesse a diffondere l’epidemia tra gli indios; ma non lo sapevano, non padroneggiavano quel particolare effetto della globalizzazione. Noi, quindi, dobbiamo padroneggiare i rischi della nuova globalizzazione. Ci vuole una discussione a "livello mondo" sui temi di cui vi ho parlato adesso.(...)

Arriviamo ai temi di oggi. Sentirete o leggerete sui giornali qualcosa sui problemi della Finanziaria e su altri temi che avrete tempo per apprendere. In sostanza i debiti che abbiamo oggi, come Stato, o cominciamo a pagarli oppure vanno sulle generazioni future, c’è poco da fare! Per cui noi dobbiamo fare lo sforzo di cominciare a pagarne qualcuno oggi. Difendere troppo le garanzie delle professioni e dei mestieri significa togliere ad un giovane la possibilità di fare più facilmente quello che vuole fare, come il farmacista, il tassista, l’avvocato e così via.

Per avere, quindi, un domani più accogliente per voi, bisogna che noi ci scomodiamo un po’ adesso e ciò vuol dire scomodare anche le famiglie, scomodarci un po’ tutti per poter stare meglio dopo. Io non vorrei stare sempre con chi tiene chiuse le porte; vorrei stare con chi bussa per entrare! (...) Se scommetti qualcosa sul domani, investi bene quello che hai oggi. Se vuoi che domani il mondo sia un po’ meglio di quello di oggi non puoi usare le tue forze solo per difendere quello che c’è. Devi cambiare le cose, almeno un po’. Questo mi pare il senso vero della politica.

domenica 13 maggio 2007

Nuova Segreteria dell'Unione Metropolitana DS

E' stata nominata la nuova Segreteria dell'Unione Metropolitanoa Fiorentina dei DS. A tutti i compagni e le compagne un augurio di buon lavoro dalla Zona Valdisieve.


SEGRETERIA UNIONE METROPOLITANA

Cognome Nome Incarico

Barducci Andrea Segretario

Ronchi Fabrizio Coordinatore Segreteria

Abbamondi Anna Laura Informazione e comunicazione

Bertelli Sara Lavori atipici

Biagiotti Sara Economia e Lavoro

Collesei Stefania Welfare - Immigrazione

Galletti Matteo Diritti e sapere

Gelli Fabio Nuove forme di partecipazione

Martignoni Maria Grazia Trasporti e mobilità

Miraglia Osvaldo Organizzazione

Nardoni Daniele Festa Unità

Perini Mauro Enti locali

Pezza Cecilia Sinistra Giovanile

Prosperi Stefano Ambiente e territorio

Simoni Elisa Cooperazione Internazionale

TESORIERE

Migliorini Mirna

INCARICHI DI LAVORO

Fantoni Claudio Cultura

Formigli Alberto Sede

Sottani Massimo Credito